| Un bicchiere di plastica come calice, una scrivania per altare e nell’omelia un messaggio contro il doping:Da queste Olimpiadi usciremo tutti migliori DA PECHINO C elebrare Messa in Cina un evento. Domenica don Mario Lusek, il cappellano della spedizione italiana ai Giochi cinesi, ha provato una intensa emozione nell’officiare la prima Messa nel Villaggio olimpico. La Cinaterra di martiri cattolici. Sin da quando Mao salal potere nel 1949 e inizila persecuzione. Nel 1957 nacque l’Associazione patriottica dei cattolici cinesi, controllata dal Partito Comunista, che nominava i vescovi e i preti e dirigeva la vita dei fedeli. Una sorta di chiesa alternativa, sottomessa alla dittatura rossa. Mentre la Chiesa, quella vera, sprofondnella clandestinit: chiese distrutte dalla Guardie Rosse, arresti ed espulsioni. La situazione certomigliorata, ma negli ultimi 10 anni in Cina sono scomparsi 4 vescovi. Quella celebrata da don Mariostata una celebrazione spartana. In uno spazio rimediato nell’area televisori del Villaggio. L’altare era una scrivania sopraelevata. Il calice un bicchiere di plastica. Ma autentica e profonda stata la partecipazione. Una cinquantina, tra atleti, funzionari, giornalisti. Don Mario ha ricordato che quella delle Olimpiadiuna grande esperienzadalla qualetutti usciremo migliori, a prescindere dai risultati delle gare. Nell’omelia, il cappellano azzurro ha condannato il doping:un’offesa al corpo e all’interioritdell’uomo. un problema di cultura e di educazione. Nel suo messaggio agli atleti, don Mario ha affermato:Spero di non deludere e soprattutto di essere considerato un amico chepresente, incoraggia, sostiene, esprime simpatia, fa sentire la sua vicinanza e ammira quello che ognuno di voi rappresenta per l’ Italia. Poi ha aggiunto:Tutti dobbiamo essere noi stessi e dialogare con gli altri. Don Lusek ha voluto anche sottolineare l’impegno dell’organizzazione cinese, che nonsolo freddo efficientismo ma un sincero tentativo di fare del proprio meglio. Alla fine della celebrazione, il pi emozionato era proprio don Mario: Ho provato una particolare emozione a dire Messa qui. Vedo nei giovani cinesi grande attenzione alla vita dello spirito . Un impegno importante quello di trasmettere messaggi positivi.Il Villaggio - ha affermato il sacerdoteun luogo simbolo dello sport, un grande palcoscenico al quale tutto il mondo guarda con attenzione. Da qui partiranno una serie di messaggi, provenienti da tutte le religioni e culture del mondo; speriamo che si tratti dei messaggi giusti. |
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