terça-feira, 5 de agosto de 2008

La prima Messa al Villaggio Don Mario:­Liberi di pregare

emozione e partecipazione
La prima Messa al Villaggio
Don Mario:­Liberi di pregare


Un bicchiere di plastica come calice, una scrivania per altare e nell’omelia un messaggio contro il doping:Da queste Olimpiadi usciremo tutti migliori

DA
PECHINO
C
elebrare Messa in Cina­ un evento. Domenica don Mario Lusek, il cappellano della spedizione italiana ai Giochi cinesi, ha provato una intensa emozione nell’officiare la prima Messa nel Villaggio olimpico. La Cina­terra di martiri cattolici. Sin da quando Mao salal potere nel 1949 e inizila persecuzione. Nel 1957 nacque l’Associazione patriottica dei cattolici cinesi, controllata dal Partito Comunista, che nominava i vescovi e i preti e dirigeva la vita dei fedeli. Una sorta di chiesa alternativa, sottomessa alla dittatura rossa. Mentre la Chiesa, quella vera, sprofondnella clandestinit: chiese distrutte dalla Guardie Rosse, arresti ed espulsioni.
La situazione certo­migliorata, ma negli ultimi 10 anni in Cina sono scomparsi 4 vescovi.
Quella celebrata da don Mariostata una celebrazione spartana. In uno spazio rimediato nell’area televisori del Villaggio. L’altare era una scrivania sopraelevata. Il calice un bicchiere di plastica. Ma autentica e profonda­ stata la partecipazione. Una cinquantina, tra atleti, funzionari, giornalisti. Don Mario ha ricordato che quella delle Olimpiadi­una grande esperienzadalla quale­tutti usciremo migliori, a prescindere dai risultati delle gare. Nell’omelia, il cappellano azzurro ha condannato il doping:­un’offesa al corpo e all’interioritdell’uomo. ­un problema di cultura e di educazione. Nel suo messaggio agli atleti, don Mario ha affermato:­Spero di non deludere e soprattutto di essere considerato un amico che­presente, incoraggia, sostiene, esprime simpatia, fa sentire la sua vicinanza e ammira quello che ognuno di voi rappresenta per l’ Italia. Poi ha aggiunto:Tutti dobbiamo essere noi stessi e dialogare con gli altri. Don Lusek ha voluto anche sottolineare l’impegno dell’organizzazione cinese, che non­solo freddo efficientismo ma un sincero tentativo di fare del proprio meglio.
Alla fine della celebrazione, il pi emozionato era proprio don Mario: ­Ho provato una particolare emozione a dire Messa qui. Vedo nei giovani cinesi grande attenzione alla vita dello spirito ­. Un impegno importante quello di trasmettere messaggi positivi.­Il Villaggio - ha affermato il sacerdote­un luogo simbolo dello sport, un grande palcoscenico al quale tutto il mondo guarda con attenzione. Da qui partiranno una serie di messaggi, provenienti da tutte le religioni e culture del mondo; speriamo che si tratti dei messaggi giusti.




Don Mario Lusek

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